Pur tu, solinga, eterna peregrina
Che sì pensosa sei.....
G. Leopardi - Canto notturno si un pastore.......
dipinto: Jean-Francois Millet - Il recinto delle pecore, Chiaro di luna 1861
La luna è la lontananza che prende corpo e luce...E' la luminosità della lontananza...senza perdere la relazione con l'enigma. E tuttavia questa luce della lontananza, questo corpo-luce della lontananza è, tran i corpi celesti, il più vicino allo sguardo dell'uomo. Una prossimità che convive con la lontananza, in una compresenza che è sorgente di fascinazione...Questa dppia e contemporanea appartenenza alla lontananza e alla prossimità ha fatto della luna il termine di un' immensa avventura immaginativa. Il suo cammino ha suggerito, e rappresentato, il movimento del tempo, la nascita e il declino del vivere. Il suo tramonto ha dettato la meditazione sul passaggio e sul fuggitivo. Angelo luminoso sospeso nel cielo notturno, la luna è presenza alla quale si rivolge l'interrogazione dell'uomo sul senso, sui suoi abissi, sull'infinito, sull'oltre che trema al di là di ogni finitudine.
Antonio Prete - Trattato della lontananza.
Francois Millet dedica molti dei suoi dipinti alla vita e al lavoro dei contadini, che descrive con grande partecipazione sociale e emotiva. i dipinti di Millet hanno toni lirici e atmosfere semplici ma al tempo stesso suggestive, caratterizzati da ujn attento dosaggio delle luci e dei colori alla ricerca di delicate armonie e intimi accordi cromatici. dipinto: Millet - Le spigolatrici 1848


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