Amore, Cumming Edward, de Stael artista, luna
Aprimi!
Ti mostrerò luoghi che Nessuno conosce
E, se vuoi,
I posti perfetti per dormire.
Ah, vieni con me!
Soffierò quella bolla meravigliosa, la luna,
Che galleggia sempre e un giorno
Ti canterò la canzone giacinto
Delle stelle probabili;
Mi avventurerò per le tranquille steppe del sogno,
Fino a trovare l’Unico Fiore,
che serba (credo) il tuo piccolo fiore
Quando la luna sorge dal mare.
Edward Cummings
dipinto: Nicolas de Stael - Moon, 1953
martedì 15 novembre 2016
domenica 6 novembre 2016
Solitudine, abbandono, stelle, finestre, Ritsos, Silvia Camporesi fotografia. ______
Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera;
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
sull’orizzonte, se tu non ci sei?
Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.
Ghiannis Ritsos
ph. Silvia Camporesi
Che farmene delle stelle,
di questo vento leggero che mi accarezza la sera;
che farmene di una finestra spalancata sul mondo,
sull’orizzonte, se tu non ci sei?
Tutto ha una luce diversa se sei qui con me.
Tutto ha senso solo se posso raccontartelo.
Ghiannis Ritsos
ph. Silvia Camporesi
giovedì 13 ottobre 2016
ANNE SEXTON - artista FRANCO SARNARI - amore
Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana e d'acciaio,
alle tue mani ostinate e
come rosicchiamo la barriera perchè siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all'osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l' identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno è solo.
Anne Sexton
dipinto: Franco Sarnari
Poi a letto penso a te,
la tua lingua metà oceano, metà cioccolata,
alle case dove entri con disinvoltura,
ai tuoi capelli di lana e d'acciaio,
alle tue mani ostinate e
come rosicchiamo la barriera perchè siamo due.
Come vieni e afferri la coppa di sangue,
mi ricompatti e bevi la mia acqua salata.
Siamo nudi. Ci siamo denudati fino all'osso
e insieme nuotando risaliamo
il fiume, l' identico fiume chiamato Possesso
e si profonda. Nessuno è solo.
Anne Sexton
dipinto: Franco Sarnari
giovedì 6 ottobre 2016
GARCIA LORCA - artista ALFREDO CASALI - parole, silenzio, solitudine, sedia
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perche' parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Garcia Lorca
dipinto: Alfredo Casali - La sedia nella neve 2013
Vorrei sedermi vicino a te in silenzio,
ma non ne ho il coraggio: temo che
il mio cuore mi salga alle labbra.
Ecco perche' parlo stupidamente e nascondo
il mio cuore dietro le parole
Tratto crudelmente il mio dolore per paura
che tu faccia lo stesso.
Il mio cuscino mi guarda di notte
con durezza come una pietra tombale;
non avevo mai immaginato che tanto amaro fosse essere solo e non essere adagiato nei tuoi capelli.
Garcia Lorca
dipinto: Alfredo Casali - La sedia nella neve 2013
mercoledì 28 settembre 2016
martedì 27 settembre 2016
AMICHAI YEHUDA - artista: ANTONIO PALMERINI - amore, ricordi, sul vivere, vento, capelli, tempo
In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli,
agli anni che fui nel mondo prima di te
e all’eternità che prima di te andrò a incontrare,
ai proiettili che non mi uccisero in battaglia
ma uccisero i miei amici,
di me migliori perché
non vissero oltre come me,
penso a te nuda davanti al fornello d’estate,
sul libro curva per leggere meglio
nella luce morente del giorno.
Vedi, abbiam vissuto più di una vita,
ora dobbiamo pesare ogni cosa
sulla bilancia dei sogni e sguinzagliare
ricordi che divorino ciò che fu il presente.
Yehuda Amichai - Sguinzagliare ricordi
ph. Antonio Palmerini
In questi giorni penso al vento fra i tuoi capelli,
agli anni che fui nel mondo prima di te
e all’eternità che prima di te andrò a incontrare,
ai proiettili che non mi uccisero in battaglia
ma uccisero i miei amici,
di me migliori perché
non vissero oltre come me,
penso a te nuda davanti al fornello d’estate,
sul libro curva per leggere meglio
nella luce morente del giorno.
Vedi, abbiam vissuto più di una vita,
ora dobbiamo pesare ogni cosa
sulla bilancia dei sogni e sguinzagliare
ricordi che divorino ciò che fu il presente.
Yehuda Amichai - Sguinzagliare ricordi
ph. Antonio Palmerini
domenica 25 settembre 2016
Nina Cassian - artista: Nicola Samori - orrore, ritratti, urlo
Se ci fosse un luogo dove conficcare un altro grido
quale potrebbe essere, la roccia o il mare
o l’occhio dell’uccello della notte, fisso e tondo, duro come la pietra,
giallo come la luna?
Ah, tutto è impenetrabile.
E il grido viene fuori dalla bocca
pendulo come la lingua dell’impiccato.
Nina Cassian - Ermetica
dipinto: Nicola Samori
Se ci fosse un luogo dove conficcare un altro grido
quale potrebbe essere, la roccia o il mare
o l’occhio dell’uccello della notte, fisso e tondo, duro come la pietra,
giallo come la luna?
Ah, tutto è impenetrabile.
E il grido viene fuori dalla bocca
pendulo come la lingua dell’impiccato.
Nina Cassian - Ermetica
dipinto: Nicola Samori
venerdì 23 settembre 2016
JUAN GELMAN - artista: GIUSEPPE COLOMBO - amore, notte, stelle
Sto seduto come un invalido nel deserto del mio
desiderio di te
Mi sono abituato a bere la notte lentamente, perché so
che la abiti, non importa dove, popolandola di sogni.
Il vento della notte abbatte stelle tremanti fra le mie ma-
ni, che ancora non si adattano, vedove inconsolabili del-
la tua chioma.
desiderio di te
Mi sono abituato a bere la notte lentamente, perché so
che la abiti, non importa dove, popolandola di sogni.
Il vento della notte abbatte stelle tremanti fra le mie ma-
ni, che ancora non si adattano, vedove inconsolabili del-
la tua chioma.
Nel mio cuore si agitano gli uccellini che in lui hai seminato
e a volte gli darei la libertà che esigono per ritornare a te
con il gelido filo del coltello.
Ma non può essere. Perché sei tanto in me, tanto viva
in me, che se morissi io, ti morirei.
e a volte gli darei la libertà che esigono per ritornare a te
con il gelido filo del coltello.
Ma non può essere. Perché sei tanto in me, tanto viva
in me, che se morissi io, ti morirei.
dipinto: Giuseppe Colombo
"Colombo rivela il suo talento nel riappropriarsi dell’evidenza visiva con uno sguardo penetrante, con lenti potentissime, animando di rinnovata energia ciò che lo sguardo percepisce, a dimostrazione che la poesia è possibile coglierla intorno a noi e che i poeti e gli artisti hanno la virtù di rivelarcela”.
Marco Goldin
“Ci sono .... artisti che devono stare attenti alla loro straordinaria capacità tecnica che li può portare molto lontano, più lontano di quanto essi stessi vorrebbero. Giuseppe Colombo rientra in questo ristretto giro. Quando ho visto per la prima volta un suo disegno acquerellato, il soprannome che mi è venuto spontaneo da dargli è stato quello di Le magiciens du crayon. Era una volpe uccisa e abbandonata lungo una strada di campagna. Vista con una prospettiva laterale, dava un senso di movimento anche se l’animale era morto. Un piccolo capolavoro. Io credo che Giuseppe sia uno dei migliori disegnatori italiani in assoluto”.
Stefano Malatesta
Marco Goldin
“Ci sono .... artisti che devono stare attenti alla loro straordinaria capacità tecnica che li può portare molto lontano, più lontano di quanto essi stessi vorrebbero. Giuseppe Colombo rientra in questo ristretto giro. Quando ho visto per la prima volta un suo disegno acquerellato, il soprannome che mi è venuto spontaneo da dargli è stato quello di Le magiciens du crayon. Era una volpe uccisa e abbandonata lungo una strada di campagna. Vista con una prospettiva laterale, dava un senso di movimento anche se l’animale era morto. Un piccolo capolavoro. Io credo che Giuseppe sia uno dei migliori disegnatori italiani in assoluto”.
Stefano Malatesta
giovedì 15 settembre 2016
Antonella Anedda - artista: ZAFET ZEC - amore, dormire, mani, paesaggio
Da molto lontano – da un’alba di ottobre
da un oggetto mosso nella sabbia del lago
viene ciò che la pena contempla: un paesaggio
dove non si può dormire.
Era una lunga immagine
il mormorio di un brivido.
Troppo tardi si compone l’astuzia di ogni sera
fingere che il mio braccio sia il tuo
che stringa la mia mano
di nuovo, senza pace.
da un oggetto mosso nella sabbia del lago
viene ciò che la pena contempla: un paesaggio
dove non si può dormire.
Era una lunga immagine
il mormorio di un brivido.
Troppo tardi si compone l’astuzia di ogni sera
fingere che il mio braccio sia il tuo
che stringa la mia mano
di nuovo, senza pace.
dipinto: Safet Zec
Safet Zec, pittore Croato naturalizzato veneto, dipinge un letto vuoto, dove l' assenza e' concreta e data dalla rappresentazione del panneggio reso magistralmente. Un mucchio di lenzuola, solo lenzuola, che diventano protagoniste assolute e che testimoniano una vitalita' che e' esistita ma che ora e' altrove. La capacita' tecnica del pittore nel dipingere questo semplice mucchio di lenzuola e' notevole, degno, quasi, degli studi di panneggio dei grandi maestri del Rinascimento.
mercoledì 14 settembre 2016
Antonia Pozzi - artista: Andrew Wyeth - morte, primavera, boschi
" Forse in primavera, quando i rami dei faggi, nei boschi di Paturo, sono gialli di tenerezza, nel muchio umido spuntano a cartoccio le foglie lisce dei mughetti, allora forse il peso al capo si farà più plumbeo, allora cederò..... E a Portofino, dalle due parti dello scoglio, il mare farà festa alle tombe dei bambini."
dipinto: Wyeth
" Forse in primavera, quando i rami dei faggi, nei boschi di Paturo, sono gialli di tenerezza, nel muchio umido spuntano a cartoccio le foglie lisce dei mughetti, allora forse il peso al capo si farà più plumbeo, allora cederò..... E a Portofino, dalle due parti dello scoglio, il mare farà festa alle tombe dei bambini."
dipinto: Wyeth
domenica 11 settembre 2016
Fernando Pessoa - artista: Vermeer - amore, lettere, scrittura
Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).
dipinto: Vermeer - Donna che scrive una lettera con una domestica 1670
Tutte le lettere d'amore sono
ridicole.
Non sarebbero lettere d'amore se non fossero
ridicole.
Anch'io ho scritto ai miei tempi lettere d'amore,
come le altre,
ridicole.
Le lettere d'amore, se c'è l'amore,
devono essere
ridicole.
Ma dopotutto
solo coloro che non hanno mai scritto
lettere d'amore
sono
ridicoli.
Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo
senza accorgermene
lettere d'amore
ridicole.
La verità è che oggi
sono i miei ricordi
di quelle lettere
a essere ridicoli.
(Tutte le parole sdrucciole,
come tutti i sentimenti sdruccioli,
sono naturalmente
ridicole).
dipinto: Vermeer - Donna che scrive una lettera con una domestica 1670
Nelle sue opere e' presente una eccezionale unità atmosferica. "La vita silenziosa delle cose appare riflessa entro uno specchio terso; dal diffondersi della luce negli interni attraverso finestre socchiuse, dal gioco dei riflessi, dagli effetti di trasparenze, di penombre, di controluce..."
Vermeer dipinge soprattutto donne, delle quali riesce e rappresentare l'intimità domestica femminile. Dipinge sempre nel suo studio, quindi la luce arriva sempre da sinistra, la parte del suo studio dove si trovano le finestre.
Il tema della lettera fu esplorato più volte da Vermeer. In questo caso l'ambientazione è quella solita della stanza illuminata da una finestra a sinistra, da cui entra una luce che inonda i protagonisti una donna. seduta a un tavolo (coperto come di consueto da un pesante tappeto orientale di lana) assorta nella scrittura di una lettera e una serva che attende in disparte, che guarda dalla finestra per trovare un po' di silenziosa distrazione. La penombra rivela poi altri elementi della stanza: il pavimento a piastrelle bianche e nere ben scorciato in prospettiva, la tenda pesante verde in primo piano e quella leggera e bianca a lato della finestra (sulla quale si vede uno stemma), la sedia imbottita di velluto e il quadro appeso alla parete di sfondo, una grande scena con il Ritrovamento di Mosé, opera che probabilmente era in casa dell'artista e che si ritrova, in scala più piccola, anche nell'Astronomo
. wikipedia
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sabato 10 settembre 2016
Cecília Meireles - artista: Fabio Lavino, Portrait of Tilda Swinton 1999 - ritratti, volto, specchio, mani
Io non avevo il volto di oggi, così calmo, così triste, così magro, né questi occhi così vuoti, né il labbro amaro. Io non avevo queste deboli mani, così ferme e fredde e morte: io non avevo questo cuore che neppure dà segno di sé. Io non mi sono accorta di questo mutamento, così semplice, sicuro, facile: – in quale specchio è andato perso il mio volto?
Cecília Meireles - Ritratto
ph. Fabio Lavino - Portrait of Tilda Swinton 1999
Io non avevo il volto di oggi, così calmo, così triste, così magro, né questi occhi così vuoti, né il labbro amaro. Io non avevo queste deboli mani, così ferme e fredde e morte: io non avevo questo cuore che neppure dà segno di sé. Io non mi sono accorta di questo mutamento, così semplice, sicuro, facile: – in quale specchio è andato perso il mio volto?
Cecília Meireles - Ritratto
ph. Fabio Lavino - Portrait of Tilda Swinton 1999
martedì 6 settembre 2016
Pedro Salinas, La voce a te dovuta - artista: Franco Sarnari - abbracci, amore
Il tuo modo di amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perchè io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
dipinto: Franco Sarnari
Il tuo modo di amare
è lasciare che io ti ami.
Il sì con cui ti abbandoni
è il silenzio. I tuoi baci
sono offrirmi le labbra
perchè io le baci.
Mai parole o abbracci
mi diranno che esistevi
e mi hai amato: mai.
Me lo dicono fogli bianchi,
mappe, telefoni, presagi;
tu, no.
E sto abbracciato a te
senza chiederti nulla, per timore
che non sia vero
che tu vivi e mi ami.
E sto abbracciato a te
senza guardare e senza toccarti.
Non debba mai scoprire
con domande, con carezze,
quella solitudine immensa
d'amarti solo io.
dipinto: Franco Sarnari
lunedì 5 settembre 2016
Louise Glück - da West of your cities - fotografo: Phédia Mazuc - amore, sedia
Sedevo al buio sotto al portico di casa tua.
Tutto mi era chiaro:
se tua moglie non voleva lasciarti andare
era la prova che non ti amava.
Se ti avesse amato
non avrebbe voluto che tu fossi felice?
ph. Phédia Mazuc
Tutto mi era chiaro:
se tua moglie non voleva lasciarti andare
era la prova che non ti amava.
Se ti avesse amato
non avrebbe voluto che tu fossi felice?
ph. Phédia Mazuc
I soggetti fotografati da Phédia Mazuc sono spesso oggetti, paesaggi industriali, alberi. Le sue foto inseguono una visione che e' poetica ma anche di solitudine sociale accentuata dall' atmosfera irreale e da soggetti comuni. Nei suoi scatti e' spesso rappresentato l' isolamento che non esclude una visione sulla bellezza della vita.
Umberto Saba - artista: Caspar Friedrich - amore, luna
Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.
Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.
Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.
Umberto Saba
dipinto: Caspar Friedrich - Un uomo e una donna difronte alla luna 1819
Vagammo tutto il pomeriggio in cerca
d’un luogo a fare di due vite una.
Rumorosa la vita, adulta, ostile,
minacciava la nostra giovinezza.
Ma qui giunti ove ancor cantano i grilli,
quanto silenzio sotto questa luna.
Umberto Saba
dipinto: Caspar Friedrich - Un uomo e una donna difronte alla luna 1819
domenica 4 settembre 2016
Juan Ramón Jiménez, “L’essere uno” - artista: Manuel López-Villaseñor - dolore, liberta', solitudine
Che nulla m’invada da fuori,
che solo mi ascolti io di dentro.
Io dio
del mio petto.
(Io tutto: ponente ed aurora;
vita e sogno, amore e amico.
Io solo universo).
Non pensate alla mia vita,
lasciatemi libero e immerso.
dipinto: Manuel López-Villaseñor
Che nulla m’invada da fuori,
che solo mi ascolti io di dentro.
Io dio
del mio petto.
(Io tutto: ponente ed aurora;
vita e sogno, amore e amico.
Io solo universo).
Non pensate alla mia vita,
lasciatemi libero e immerso.
dipinto: Manuel López-Villaseñor
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